Buco da 40 milioni del COVAR

10 lug, 2012

E’ bufera per il Covar, il Consorzio per la valorizzazione dei rifiuti, che gestisce il capitolo per 19 comuni dell’area Torino Sud, con capofila Moncalieri. Passato attraverso polemiche politiche e vicissitudini, che ne hanno travagliato l’esistenza, il Covar è ora messo con le spalle al muro da un pesante “buco” di 40 milioni di euro, crediti che ancora non sono stati riscossi dal Consorzio.

Una somma di denaro enorme, che il Covar vanta nei confronti di imprese e cittadini dei comuni del consorzio che gestisce la raccolta rifiuti. Il record della morosità spetta a Nichelino, con circa 9 milioni di euro da recuperare, seguita a ruota da Moncalieri, con otto milioni. Nonostante questo il presidente Leo Di Crescenzo è ottimista.

“Sono dati che si riferiscono ad otto anni di attività, abbiamo molti contenziosi aperti sul cui esito sono ottimista, riusciremo insieme alla collaborazione dei Comuni a riscuotere tutte le somme che ci spettano” . Intanto l’assemblea del Consorzio ha dato il via libera all’acquisto delle quote dell’inceneritore in costruzione al Gerbido per un valore di 220mila euro: 49mila è la quota di Moncalieri.

Articolo del 14/06/2012 tratto da Chieri Notizie.it.

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3 Comments

  1. luglio 12, 2012

    Il covar non deve avere quote dell’iceneritore. Incenerire è contro la differenziata. Dove esiste un inceneritore la spinta verso la differenziata diminuisce. E’ un conflitto di interesse. Se i comuni non raggiungono le quote previste per legge vengono pesantemente sanzionati. Quei soldi li pagano i cittadini in bolletta. I comuni devono differenziare di più. Si deve passare alla filosofia dei “rifiuto zero”. Tutte le amministrazioni DEVONO convergere verso l’esperienza di Vedelago. Costringiamo i politici a convergere su queste posizioni o sostituiamoli nei comuni alle prime elezioni.

    • luglio 12, 2012

      Ci deve essere collaborazione tra istituzioni e cittadini.!!!!
      La cittá di San Francisco, con 7 milioni di abitanti, é all’avanguardia nella raccolta differenziata, al punto di essere arrivata a sfiorare l’80% dei rifiuti differenziati.
      La semplicità del sistema, solo 3 bidoni della spazzatura insieme all’obbligo per le aziende di produrre e acquistare solo prodotti il cui packaging può essere recuperato tramite raccolta differenziata, é un fattore vincente della raccolta a San Francisco.

      Facciamo un esempio: un nuovo prodotto non ha un packaging che può essere recuperato, non è di plastica riciclabile o di carta. Ecco che scatta l’ordinanza del sindaco della città che vieta la commercializzazione in città di quel prodotto, fino al cambiamento della confezione.
      Infatti uno dei problemi della raccolta dei rifiuti in Italia è l’eccesso di packaging dei prodotti, che sarebbe un po’ meno dannoso se i contenitori fossero riciclabili: non sempre è così.

      Se lo stesso sistema di San Francisco fosse applicato anche qui da noi, i cittadini potrebbero segnalare la presenza di materiali non riciclabili sugli scaffali dei supermercati e aumentare vertiginosamente la percentuale di materiali recuperati.

  2. febbraio 17, 2020

    Buco da 40 milioni del COVAR – Movimento 5 stelle Nichelino http://agenbolajempol.com

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